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Per affrontare la vita serve un corpo e serve una mente.
Non è necessario neanche che siano sani,
ma insieme sì, in equilibrio sì.

PRIMI ELEMENTI è una ONLUS che si occupa di progetti volti al recupero del rapporto, della armonia e dell’equilibrio tra la mente e il corpo, quando per una malattia, un disagio o una fase della vita questo legame si è interrotto.

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La mente influenza il corpo, il corpo plasma la mente. Imprescindibili, inseparabili, congiunti. Contenuto e contenitore l’uno dell’altro, indissolubilmente e magicamente permeati l’uno dell’altro, eppure spesso in silenziosa lotta, in assordante competizione, in mutilante guerra. Perché? Perché due Sé destinati ad un’unica vita, si disgiungono combattendo una battaglia inutile e senza vinti?
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L’uomo è questo. L’uomo può disgiungere queste due entità, queste fonti di energia impoverendole inesorabilmente, ammalandole inevitabilmente. Non ha forza un corpo non compreso da un pensiero e non ha valore una mente che il suo corpo non riconosce.

Siamo una unità. La forza è questo. La vita è questo.

Se la mente si ammala, il corpo si ammala, se il corpo soffre la psiche soffre con lui.

Ma entrambi hanno il potere di guarirsi, insieme, come alleati.

Perché la pelle, il respiro, il sudore, le fibre e le viscere conoscono la terra di cui sono fatti e racchiudono una energia primordiale che la mente da sola non sente e al contempo vivono e pulsano grazie alla materia di cui sono fatti i pensieri.

Ritrovarsi è una speranza e insieme l’unica possibilità di una esistenza intera, sana, carica di energia e potere.

Conoscere il proprio corpo, la propria materia e dare ad esso la possibilità di parlare alla mente è la via più breve e più vera per arrivare a vedere chi siamo e gridarlo a chi ci è accanto.

Il dolore, la malattia, il malessere spesso hanno come radice la perdita di questa unità, di una comunicazione viva e vitale, della percezione dell’una o dell’altra parte di noi.

Il nostro progetto è questo: un sentiero per tornare a ritroso dove si è perso il naturale contatto della psiche dal soma, per curare le ferite di questo strappo.

Sofferenze psichiche, malattie organiche, perdita della normale fiducia in ciò che siamo, malattie psicosomatiche. Qualunque sia l’espressione di uno spazio che si è creato, come una fenditura nella roccia, tra la mente e il corpo, è possibile trovare sollievo in un nuovo dialogo, nella ripresa di un rapporto tra pensiero e apparati.

Fare questo non è sempre facile. Ciò che è naturale non sempre è semplice quando una parte di noi ha preso il sopravvento.

Bisogna partire dalla base, dalla percezione, dall’ascolto.

Bisogna partire dalle parole per raccontare come scorre una goccia di sudore, bisogna muoversi e sentirsi nel movimento. Bisogna condividere un’azione per affidarsi a se stessi e agli altri.

Attività fisica, sport, imparare a coordinare le braccia, le gambe, il collo e le spalle, ricominciare a sentirsi, riappropriarsi di una visone intera di se stessi.

Esplorare, camminare, scivolare sull’acqua e immergersi. Conoscere la forza e indirizzarla.

Quanti di noi hanno perso la voglia di fare questo. Quanti non sanno più cosa dice il proprio corpo quando parla, e non sanno parlare ad esso?

Quanti non lo riconoscono perché invecchiato, trasformato da una malattia o da un intervento?

Quanti sono ossessionati dai segnali del corpo che non sanno interpretare? O hanno perso il desiderio di provare sensazioni fisiche, il gusto dei sensi?

Unire la mente con il corpo significa utilizzare le nostre più grandi risorse insieme, significa mettere in sinergia le cose che abbiamo.

Creare una armonia e far si che il corpo aiuti la mente e la mente supporti il corpo.

Per affrontare la vita serve un corpo e serve una mente, e non è necessario neanche che siano sani, ma insieme si, in equilibrio si.

Mille sono le possibilità nella vita di ritrovarsi feriti nel corpo o nella mente: una malattia, un lutto, un dolore o un incidente, un cambiamento improvviso. L’energia, la forza per affrontare questi eventi sempre viene dalla capacità di utilizzare tutte le risorse insieme.

E insieme significa dentro di noi e fuori di noi, nelle relazioni, con gli altri e nel mondo.

Quali sono allora i Primi Elementi con cui affrontare la vita nei momenti facili e nelle sue difficoltà,  quelli da cui ripartire quando per un motivo la vita sembra essersi fermata?
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Il corpo, bello o brutto, sano o danneggiato, giovane o vecchio. Sentirlo, conoscerlo e imparare a riconoscerlo quando lentamente o all’improvviso ci appare diverso, cambiato, rotto. Saperne percepire e accettare forze e debolezze, potenzialità e limiti.

 

La mente con le sue bellezze e delusioni, con le sue fragilità, con il suo pensiero creativo e le emozioni. La mente con la sua energia creativa e distruttiva.

 

Gli altri, le persone, le relazioni, i primi da cui si fugge quando si sta male. Non c’è vita senza vicinanza, cooperazione, solidarietà. Non c’è crescita senza ascolto e confronto. Non si cammina da soli, non si può sopravvivere pensandosi diversi dagli altri più di quanto l’originalità di ognuno consenta.

 

La vita origina e riparte da questi elementi, ogni volta che compiamo un ciclo, una trasformazione, una evoluzione o una caduta.

Elementi sempre nuovi proprio perché vivi, e la vita è movimento.

Primi Elementi è un’associazione di utilità sociale senza scopo di lucro, dipende dal vostro aiuto.